ONU: Paesi africani condannano Israele e chiedono fine “occupazione”

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Ginevra, Svizzera (Rights Reporter) – Il blocco dei Paesi africani che fanno parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) ha condannato duramente Israele per quella che hanno definito “l’occupazione di terre palestinesi”.

Parlando ieri al solito e, caso unico al mondo, obbligatorio, dibattito sul punto 7 dell’agenda dell’UNHRC (la situazione dei diritti umani in Palestina e in altri territori arabi occupati), il gruppo africano composto da 54 membri, rappresentato da Awoki Koinzi del Togo, ha chiesto «la fine della occupazione israeliana della Palestina», ha condannato Israele «per l’uso sproporzionato della forza durante gli scontri lungo il confine con Gaza» e infine ha chiesto «un immediato intervento internazionale volto a porre fine al blocco sulla Striscia di Gaza».

In un lungo discorso Awoki Koinzi ha ricordato al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu l’obbligo di intervenire tempestivamente al fine di «garantire che il popolo palestinese sia in grado di realizzare il proprio diritto all’autodeterminazione, alla giustizia e alla libertà» etichettando la politica israeliana come «una politica di apartheid» e infine chiedendo una forza internazionale di pace da schierare a Gaza. Ha poi accusato Israele di violare i Diritti delle donne e dei bambini palestinesi.

Nessuna reazione ufficiale è arrivata per ora da Israele. Parlando in maniera ufficiosa e a condizione di anonimato un funzionario del Ministero degli Esteri si è detto sorpreso di di questo attacco da parte dei Paesi africani e si è chiesto quale tornaconto abbiano i Paesi africani nel sostenere una tale menzogna. Il funzionario è tornato anche a porre l’accento sulla incredibile e inconcepibile disposizione che impone al Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu di aprire ogni sessione con una discussione su Israele (il famigerato punto 7 dell’agenda).